L’operaio sociale. Tra “residuo dialettico” e “costituzione ontologica”
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Il presente articolo si propone in primo luogo di dimostrare la coesistenza di un duplice punto di vista nell’analisi sull’operaio sociale portata avanti da Negri nel corso degli anni ’70 : l’operaio sociale si definisce infatti allo stesso tempo come “ultima figura” della dialettica antagonista e come categoria eminentemente ontologica. In secondo luogo, attraverso l’analisi dei testi della prima metà degli anni ’80, si cercherà di mostrare come tale coesistenza diventi problematica : il dispositivo dialettico-antagonista si presenta come “blocco della ricerca” ; ostacolo al pieno dispiegamento della prospettiva ontologica. Questa tensione tra dialettica e ontologia, sarà infine riconosciuta come ragione teorica della “rivoluzione lessicale” di Negri ; del definitivo abbandono della categoria di operaio sociale e dell’affermazione del concetto di “moltitudine”.
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Viparelli Irene, «L’operaio sociale. Tra “residuo dialettico” e “costituzione ontologica”», Cahiers du GRM, n. 9, Groupe de Recherches Matérialistes, 2016. Disponível em: http://grm.revues.org/775; tr. fr. I. Pinto Pardelha, «L’ouvrier social. Entre «résidu dialectique» et «constitution ontologique»», Cahiers du GRM, n. 9, Groupe de Recherches Matérialistes, 2016 (ISSN: 7115-3902. Indexação: OpenEdition). Disponível em: http://grm.revues.org/773