Architettura romanica e territorio Indagini archeometriche sulle pietre e i marmi delle chiese della Sardegna in età giudicale: nuovi approcci per la loro caratterizzazione, valorizzazione e conservazione

dc.contributor.authorColumbu, Stefano
dc.contributor.authorMarchi, Marco
dc.contributor.authorMartorelli, Rossana
dc.contributor.authorPalomba, Marcella
dc.contributor.authorPinna, Fabio
dc.contributor.authorSitzia, Fabio
dc.contributor.authorTanzini, Lorenzo
dc.contributor.authorVirdis, Alberto
dc.contributor.editorCUEC
dc.date.accessioned2022-03-22T11:17:34Z
dc.date.available2022-03-22T11:17:34Z
dc.date.issued2019
dc.description.abstractQuando si avvia il processo di apprendimento nel mondo dell’architettura, quando si inizia a studiare la storia dell’architettura, uno delle prime tematiche che s’incontrano nell’ambito europeo è l’architettura romanica. È abbastanza difficile definire tale corrente, tale stile, e tutte le sue possibili declina- zioni nel tempo e nei paesi dove si è evoluta. Tuttavia, il “romanico” è qualcosa che ri- chiama un codice architettonico abbastanza chiaro, che si manifesta in modo esemplare nella edificazione delle Chiese (vedi foto della chiesa di San Miniato al Monte a Firenze). Dal punto di vista prettamente architettonico, la definizione di questo linguaggio può essere leggermente diversa, anche se orientata a risultati simili. Secondo libri piuttosto popolari, come “Spotter’s Guide, Architectural Styles”, Romanesque architecture prende il nome dall’uso degli archi arrotondati, così popolari nel periodo Romano, ma oltre a ciò la somiglianza è superficiale. Gli architetti europei del decimo e dell’undicesimo secolo hanno creato il proprio stile distintivo di architettura, producendo edifici di grande di- gnità e semplicità stilistica. Un’interpretazione più complessa può essere trovata nel testo “Storia e controstoria dell’architettura” di Bruno Zevi, in cui egli scriveva: “... questo nome rappresenta la contemporaneità, nel secolo XI° e XII°, della formazione di romanzi rosa e di cultura figurativa che attraversa l’Europa. Dopo le arti carolingia e ottoniana, il romanico firma una “rinascita” esplosiva che vede l’anno 1000 come il suo inizio emblematico”. Le Chiese romaniche sono un segno di fede, di comunità e di linguaggio architettonico. Sono un elemento frequente e comune, spesso un punto di riferimento significativo in tutta l’area mediterranea, dove dal territorio si vedono la facciata e la torre campanaria (vedi fotografia sotto) e la Chiesa guarda l’ambiente circostante. Utile come ricovero ed allo stesso tempo per ospitare persone per un breve periodo, la Chiesa, quando dotata di un convento o un monastero, ha rappresentato la casa per le comunità devote.por
dc.identifier.authorbooksimpor
dc.identifier.authoremailColumbus@unica.it
dc.identifier.authoremailmarchi@unica.it
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dc.identifier.authoremailmpalomba@unica.it.
dc.identifier.authoremailfpinna@unica.it
dc.identifier.authoremailfsitzia@uevora.pt
dc.identifier.authoremailtanzini@unica.it
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dc.identifier.editorbooknaopor
dc.identifier.isbn978 88 9386 079 6
dc.identifier.scientificarea250por
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10174/31390
dc.language.isoitapor
dc.publisherCUECpor
dc.rightsopenAccesspor
dc.titleArchitettura romanica e territorio Indagini archeometriche sulle pietre e i marmi delle chiese della Sardegna in età giudicale: nuovi approcci per la loro caratterizzazione, valorizzazione e conservazionepor
dc.typebook
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